La relazione tra plusdotazione e scuola è un tema sempre molto caldo per le famiglie. La scuola ormai è cominciata con tutto il corollario di aspettative e preoccupazioni che si porta dietro, in particolare per le famiglie con alunnə gifted.
Poco prima che cominciasse la scuola avevo organizzato un webinar gratuito per favorire l’ascolto e il confronto tra insegnanti e genitori sulle principali sfide che si trovano davanti durante l’anno scolastico. Ho sottoposto un questionario sulla plusdotazione e la scuola allə iscrittə al webinar per iniziare a raccogliere delle informazioni e fare dei ragionamenti basati sui dati. Ovviamente questa piccola ricerca qualitativa non ha lo scopo di generalizzare, ma di capire a che punto fossero le persone che hanno mostrato interesse per il tema del webinar.
In questo articolo quindi ti presento un po’ di dati che ho raccolto: genitori e insegnanti avevano due versioni leggermente diverse del questionario.
I rispondenti al questionario su plusdotazione e scuola
In totale hanno risposto al questionario su plusdotazione e scuola 54 persone, di cui 40 genitori e 14 insegnanti.
Le famiglie
I genitori hanno figli che frequentano prevalentemente la scuola primaria (53,5%), seguiti dalla scuola secondaria di primo grado (25,6%), con una piccola rappresentanza anche dalla scuola dell’infanzia e della secondaria di secondo grado.
Quasi la metà dei genitori ha scoperto la plusdotazione dei propri figli da almeno un anno, alcuni invece non hanno ancora la valutazione ufficiale.
Insegnanti
Lə insegnanti che hanno risposto al questionario su plusdotazione e scuola appartengono prevalentemente alla scuola primaria (78,6%).Il livello di conoscenza della plusdotazione tra lə insegnanti è risultato di 2,6 su 5. Sebbene non siano esperti, il dato interessante è che quasi il 36% ha seguito corsi di formazione e/o ha studente plusdotatə in classe e il 28% ha avviato un percorso di autoformazione tramite libri e podcast.

Quale immagine rappresenta la plusdotazione?
Nella prima parte del questionario, uguale per genitori e insegnanti, ho chiesto quale tra le 8 immagini presentate (tratte dal gioco “Dixit”) rappresentasse meglio la plusdotazione dal loro punto di vista, e di spiegare la motivazione della scelta.
La plusdotazione come un groviglio di strade
La carta più scelta da entrambi i gruppi (genitori e insegnanti) è stata quella raffigurante un intreccio di strade con animali diversi che corrono. I genitori l’hanno collegata a una rappresentazione della complessità della mente dei bambini plusdotati: molte diramazioni, il movimento continuo, la confusione di pensieri e una varietà di competenze.
Alcuni hanno evidenziato che ricordava loro le montagne russe emotive e la ricerca di equilibrio nel caos. Anche gli insegnanti hanno evidenziato la tortuosità delle strade, la velocità del pensiero e hanno associato l’immagine al concetto di neurodivergenza e al pensiero arborescente, che rappresenta la varietà e imprevedibilità delle strade mentali delle persone plusdotatə.

La plusdotazione come interrogarsi sul mondo
La seconda immagine più scelta aveva come tema centrale il “cielo” e lo “spazio infinito”. Per i genitori, questa immagine rappresenta il vasto potenziale dei loro figli e il loro costante interrogarsi sul mondo e sull’universo. L’immagine è stata letta anche come il riflesso di una mente rivolta verso l’alto, in contrapposizione ai problemi terreni.
Alcunə insegnanti hanno interpretato questa carta come un riflesso della solitudine emotiva dei bambini plusdotati, spesso con la mente altrove, mentre gli adulti intorno a loro sembrano spaventati da questa diversità.

Tutte le carte sono state scelte almeno una volta e le motivazioni date hanno descritto in una modalità visiva e verbale (come in un albo illustrato), le caratteristiche della plusdotazione e anche come la plusdotazione viene vissuta a scuola.
La varietà di immagini scelte e le motivazioni fornite hanno messo in luce la complessità di questo fenomeno, fatto di ricchezza interiore, velocità di pensiero, emozioni forti e, talvolta, solitudine.
Plusdotazione e scuola: difficoltà, bisogni e strategie
Nella seconda parte del questionario ho voluto indagare le principali difficoltà legate alla plusdotazione a scuola segnalate dai genitori e dallə insegnanti.
Le difficoltà riportate dai genitori riguardano soprattutto la noia causata da attività ripetitive (62,5%) e i rapporti con gli insegnanti (55%).
Molti genitori inoltre chiedono una maggiore personalizzazione della didattica e l’utilizzo di metodi innovativi di insegnamento, che tengano conto delle esigenze specifiche dei figlə plusdotatə.
Dai genitori è stata evidenziata anche la necessità di una maggiore empatia e ascolto, oltre a una formazione specifica dellə insegnanti sulle neurodivergenze, inclusa la plusdotazione.
Lə insegnanti che hanno risposto al questionario hanno evidenziato che spesso lə studenti plusdotatə tendono a nascondersi, hanno difficoltà emotive e nelle relazioni sociali e si distraggono facilmente. D’altra parte, lə insegnanti che hanno plusdotatə in classe o che sono formatə sul tema mettono già in atto strategie didattiche personalizzate, creative, stimolanti per l’intero gruppo classe. Coinvolgono in modo attivo lə studentə e si occupano di sostenerlə a livello emotivo e relazionale.

Plusdotazione e scuola: cosa desiderano le famiglie?
La collaborazione tra scuola e famiglia, il supporto emotivo e sociale e la sensibilizzazione sulle neurodivergenze sono considerati gli aspetti fondamentali per migliorare l’esperienza scolastica. Questi aspetti però non derivano solo dalle risposte dei genitori, ma anche dallə insegnanti.
La necessità di una maggiore comprensione, soprattutto da parte del mondo scolastico, e di un supporto più mirato per studentə plusdotatə, è fondamentale affinché possano esprimere appieno il loro potenziale in un ambiente che li riconosca e li valorizzi.

E nella tua scuola a che punto siamo? Hai bisogno di supporto o di qualche indicazione?
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Buongiorno sono Daniela,la mamma di un ragazzino di quasi quattordici anni e vicino all’esame di terza media. Da solo pochi mesi sono venuta a conoscenza della plusdotazione di mio figlio,mi sono rivolta alla Neuropsichiatria Infantile per una probabile diagnosi di disgrafia. Ora mio figlio probabilmente dovrà affrontare l’esame senza l’ausilio del pc perché i tempi sono lunghi e forse manco doveva essere preso in carico,come mi è stato detto; devo purtroppo constatare sulla mia esperienza che l’inclusione non è garantita a tutti ,che la plusdotazione è quasi un ” fastidio” perché non si sa’ come gestirla. Era forse meglio che ne rimanevo all’oscuro? Il Miur riconosce i plusdotati come Bes,quindi con la necessita di avere un pdp. Mio figlio non voglio che abbia una corsia preferenziale,ma anche lui ha un bisogno speciale che va’” ascoltato”…ma è facile perdersi da una parte nel ” la scuola ha certe prassi da seguire per concedere l’uso degli strumenti in sede di esame ( basterebbero 2 righe da una sede competente..Asl per esempio) e dall’altra,la sede competente,che pensa che il ragazzo non doveva essere preso in carico,peccato che il ragazzo ha una grafia difficilmente comprensibile,che tanto il pc la scuola lo concede,vero nelle superiori lo userà e sarà difficile distinguere chi è certificato o meno,peccato che però sempre in sede di esame vogliono una certificazione. Vedo troppa confusione e solitudine.
Buongiorno Daniela, capisco bene lo sconforto e la rabbia dovuti alle risposte ricevute dalla neuropsichiatria dell’ASL. La certificazione di plusdotazione è stata fatta privatamente? Se sì chieda consiglio al/alla collega per risolvere la questione disgrafia. Spero riesca a risolvere! Grazie per aver scritto
Buongiorno dott.ssa, grazie per le sue parole, da febbraio tante cose sono cambiate, ho ottenuto la certificazione di DSA come disgrafico e ciò ha permesso l’uso del PC in sede di esame (licenza media). Ho provveduto ad inviare una copia anche alla segreteria del Liceo Scientifico che poi procederà a compilare un suo PDP. Sono soddisfatta ma ciò che mi preme ora, grazie anche ai notevoli passi in avanti in campo legislativo e l’obbligatorietà di avere un referente preparato in soggetti con potenziale cognitivo, è tenere presente non solo il disturbo ma accogliere questo suo potenziale per vivere sereno il suo percorso liceale e trovare un suo posto nel mondo. Grazie ancora per la sua attenzione.
Daniela
Figlio quasi 14 anni terza media. Nessun interesse scolastico.mai visto fare un compito a casa o studiare (,compiti li fa in classe). Media 7.5 con picchi di 10 solo se necessario per recuperare. È fortemente interessato a vivere la sua adolescenza, come dice lui. Secondo noi genitori è totalmente superficiale e crede che comunque raggiungerà i suoi obbiettivi.ad esempio il teatro essendo di venerdì a fine settimana e trovandosi stanco morto è come se non fosse presente. Frequenta da 8 anni ma ora il venerdì pm dopo s uola pranza fuori e torna tardi. Vorrebbe spostare il giorno….come se tutto e tutti si dovessero adattare al suo stile .di vita. Noi genitori gli abbiamo sempre esposto le possibili difficoltà ma lui niente. È convinto e irremovibile finché porta a casa dei voti piu che avcettabili
Grazie Daniela per la tua testimonianza. La preadolescenza è un momento difficile e come genitori è molto sfidante. Finché porta a casa voti più che accettabili forse non vale la pena di insistere? Ha bisogno di fare le sue esperienze. Se più avanti succederà uno scivolone consiglio di evitare il famoso “Te l’avevo detto” ma semplicemente essere presenti e accogliere. Se fosse necessario ci si può far aiutare da un professionista specializzato in plusdotazione.
Ns esperienza: percorso scolastico difficile dove sin dall asilo prospettavano autismo o iperattività o cmq qualche caratteristica che non rientrava nella loro idea di omologazione. A noi sembrava solo molto sveglio e intelligente. Gli insegnanti ci indirizzavano ad indagare maggiormente come se fosse un grave problema che portava i compagni a disagi e senso di inferiorità. Tutti indizi che non riscontravamo e che sembravano dover etichettare un problema che non c era. In quarta elementare, dopo cambio scuola, le insegnanti ci hanno suggerito ulteriori indagini in modalità propositiva come se riconoscere il suo stato potesse aiutare lui e il suo percorso scolastico.
È stato certificato plusdotato senza altre peculiarità. Ci è stato fatto notare che probabilmente era disgrafico ma che compensava con altre qualità e che pertanto non era un deficit che valeva la pena certificare.
Grazie per la vostra testimonianza. Credo che il punto chiave sia proprio il cambio di lenti di osservazione da parte degli insegnanti della nuova scuola. La possibile disgrafia si può tenere monitorata nel tempo per evitare che crei difficoltà e affaticamento quando non necessario.