La plusdotazione non è soltanto una questione di quoziente intellettivo, ma un modo unico di funzionare che coinvolge la dimensione cognitiva, emotiva e sociale.
Non esiste una definizione ufficiale condivisa, ma possiamo considerarla una modalità di attivazione del cervello che si distingue dalla maggior parte della popolazione. Nel tempo, ho imparato a descriverla come una forma di pensiero che si muove in modo diverso: rapido, intuitivo, profondo.
Esploriamo insieme come funziona il pensiero plusdotato, quali caratteristiche distingue il cervello gifted e come genitori, insegnanti e professionisti possono accompagnare bambinә e ragazzә plusdotatә nel loro percorso di crescita.
Come funziona il pensiero plusdotato?
Le persone plusdotate mostrano un’intelligenza globale e non lineare. Tendono a vedere i problemi nella loro completezza e a cogliere collegamenti che sfuggono a chi procede per tappe o sequenze.
Un tipo di pensiero, estremamente rapido e intuitivo,spesso accompagnato da una grande capacità di apprendimento autonomo. I bambini e le bambine gifted imparano velocemente e possono annoiarsi quando le attività risultano ripetitive o prive di stimoli.
La loro mente, però, non è solo veloce. E’ anche curiosa e instancabile con costante bisogno di nuovi stimoli e di esperienze significative su cui concentrare l’attenzione.
Tutto ciò può portarli a perdere interesse se non trovano un livello adeguato di complessità o di sfida cognitiva.
Un altro tratto distintivo è il pensiero divergente, la capacità di trovare soluzioni creative e alternative rispetto alle convenzioni.
È la base della loro creatività, ma anche ciò che li fa apparire “fuori schema” in contesti troppo rigidi o standardizzati.
Le caratteristiche del cervello plusdotato
Dal punto di vista neuroscientifico, il cervello plusdotato è caratterizzato da connessioni neuronali più rapide e complesse rispetto alla media.
Ciò porta a una maggiore reattività agli stimoli e a un utilizzo più integrato dei due emisferi cerebrali, che comunicano tra loro in modo più efficiente.
Questa intensità, tuttavia, comporta anche una maggiore vulnerabilità.
Un cervello che lavora a ritmo accelerato può incorrere in sovraccarico della memoria di lavoro, maggiore distraibilità o iperreattività sensoriale. Rumori, luci, stimoli ambientali possono essere percepiti in modo amplificato, generando affaticamento o irritabilità.
Suggerimenti pratici per genitori e insegnanti
Accompagnare un bambino o una bambina richiede un approccio flessibile e consapevole. Ecco alcuni aspetti su cui porre attenzione nella quotidianità educativa e scolastica:
- Coltivare la creatività : favorire l’espressione creativa attraverso attività che stimolino il pensiero laterale e divergente. Ad esempio laboratori artistici, giochi di invenzione o scrittura creativa. È anche un modo efficace per canalizzare le emozioni.
- Gestire la noia: offrire compiti stimolanti e lasciare spazio all’approfondimento personale. Insegna a gestire la noia in modo costruttivo, trasformandola in curiosità o ricerca autonoma.
- Accettazione del fallimento promuovendo attività che insegnano il valore dell’errore come parte del processo di apprendimento come giochi da tavolo o sfide creative. L’obiettivo non è evitare il fallimento, ma imparare ad accoglierlo e riformularlo come occasione di crescita.
- Sostenere il metodo e il ragionamento aiutando a sviluppare procedure di lavoro e strategie di studio efficaci. Un metodo chiaro riduce il rischio di disorganizzazione o disinteresse e alleggerisce il carico cognitivo.
- Gestire la sensibilità sensoriale offrendo strumenti concreti per affrontare la ipersensibilità agli stimoli, come tappi per le orecchie, pause di decompressione o spazi calmi. L’obiettivo è prevenire il sovraccarico e rispettare i loro tempi di recupero.
Ultima ma non meno importante, permettere momenti di movimento e decompressione durante le attività. Il corpo aiuta la mente a riorganizzare le informazioni e a gestire l’energia in eccesso: il movimento non distrae, ma sostiene l’apprendimento.
Una mente che pensa, sente e crea
La plusdotazione è una caratteristica unica che richiede un approccio a tutto tondo e un supporto adeguato da parte di genitori e insegnanti.
Con un’attenzione alla creatività, alla gestione delle emozioni e al supporto pratico, possiamo aiutare bambinә e ragazzә plusdotatә a fiorire e adattarsi in un mondo che talvolta può sembrare troppo stretto e non su misura per loro
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