I dati delle neuroscienze sulla plusdotazione e il ruolo dell’ambiente di crescita

Neuroscienze e plusdotazione

La plusdotazione non è solo una questione di risultati scolastici o di abilità fuori dal comune: le neuroscienze raccontano di un funzionamento cognitivo particolare, capace di connessioni rapide e di grande intensità emotiva. 

Ma nessun dato biologico basta da solo a spiegare tutto: è l’incontro con l’ambiente, con le relazioni e con le esperienze di vita a determinare come queste potenzialità si esprimono.

Cos’è la plusdotazione secondo la scienza?

Dagli studi di Zanetti (2014) sappiamo che nel termine plusdotazione sono comprese una costellazione di caratteristiche genetiche, personali e comportamentali.

La plusdotazione infatti consiste nello sviluppo asincrono in cui le elevate capacità cognitive e un’alta intensità nel modo in cui vengono espresse si combinano in un modo che consente all’individuo di avere una consapevolezza e un livello di esperienza che è qualitativamente diverso dalla norma.

Con l’aumentare delle capacità intellettive cresce anche l’asincronia nello sviluppo, che rende la plusdotazione una condizione particolare. È quindi necessario un contesto familiare, scolastico e professionale capace di accompagnare e valorizzare queste caratteristiche.

Gli individui gifted quindi:

  • sono più precoci e più veloci rispetto alla maggior parte dei bambini (Giordan et al., 2006; Ginsberg e Harrison, 1977);
  • mostrano una maggiore flessibilità, rapidità nel selezionare strategie di volta in volta diverse e adeguate per risolvere un compito (Emmanuelli, 2004; Jensen, 1980); 
  • sono anche in grado di fornire prestazioni molto elevate nell’affrontare compiti e situazioni nuove (Sternberg, 1982);
  • presentano un QI più elevato della media (Rogers, 1986) che consente loro di possedere una maggiore capacità mnestica (di memoria) e di utilizzare strategie basate su processi attivi (Butterfield e Ferretti, 1987).

Le persone ad alto potenziale sono dunque soggetti dotati di capacità di sviluppo superiori alla media. Queste capacità possono riferirsi ad ambiti molto diversi tra loro, come quello scolastico, artistico, motorio, socio-emotivo, ecc.

Neuroscienze e plusdotazione: visualizzazione dei collegamenti tra neuroni

Le ricerche neuroscientifiche sulla plusdotazione

Il neuroimaging consiste nell’insieme delle tecniche di diagnostica per immagini che, applicate all’esame del cervello, ne permettono la visualizzazione in tempo reale della struttura, del funzionamento e anche delle relative misure biochimiche e molecolari (definizione Treccani).

Una di queste tecniche è la risonanza magnetica funzionale, grazie alla quale è possibile vedere come funziona la mente dei gifted, osservandone le dinamiche emergenti a livello di pensiero o ragionamento.

Diversi studi hanno cercato di trovare una relazione tra i fattori strutturali e funzionali del cervello legati alle prestazioni dei soggetti plusdotati.

Nella ricerca di Grubar (1998) viene indicato come il funzionamento cognitivo dei bambini con QI elevato è differente da quello con QI nella norma. Ed è specifico in particolare per quanto riguarda il trattamento dell’informazione. La velocità neuronale è quasi doppia e il flusso di informazioni tra i neuroni può raggiungere i 3,5 metri al secondo rispetto ai 2 m/s di un bambino normale. 

Caratteristiche neurologiche ricorrenti nei gifted

Dal punto di vista neurologico è possibile notare che i bambini plusdotati sono in grado di risolvere dei problemi anche senza uno specifico insegnamento. Con un minor sforzo mentale rispetto ai coetanei ottenendo, prestazioni migliori.

Questo succede perché i gifted sono in grado di utilizzare le aree cerebrali in modo maggiormente pertinente per risolvere quel problema, mentre i compagni non gifted utilizzano altre aree e risultano quindi dispersivi (Gentner, Loewenstein and Thompson, 2003). 

Tra le caratteristiche che emergono più frequentemente si riscontrano: 

  • accentuata attivazione e sviluppo dell’emisfero destro;
  • maggiore velocità di trasmissione tra i due emisferi;
  • organizzazione cerebrale per lo più bilaterale e simmetrica, cioè con maggiori connessioni;
  • maggiore attivazione tra aree cerebrali quali la corteccia prefrontale e il lobo parietale; 
  • mancinismo;
  • correlazioni con alcune patologie autoimmuni, legate alle alterazioni prodotte dal testosterone sul cervello del feto.

La maggiore attivazione cerebrale può rappresentare una chiave di lettura di diversi comportamenti dei plusdotati. Operosità e produttività (disegni, progetti, racconti), dinamismo marcato (talvolta scambiato per iperattività), intensa attivazione emotiva.

Immagine di profilo femminile con il cervello illuminato, metafora di plusdotazione e neuroscienze

Il funzionamento cerebrale dei gifted in compiti di logica e matematica

Nello studio di Desco e colleghi (2011) sono state indagate le strutture neurali che sottostanno alle abilità cognitive (ragionamento fluido e memoria di lavoro visuo-spaziale) in adolescenti con abilità matematiche precoci. Sono stati studiati due gruppi di adolescenti: il primo gruppo, composto da studenti particolarmente dotati in matematica e il secondo da studenti con abilità matematica a livello medio.

Utilizzando la risonanza magnetica funzionale durante lo svolgimento di compiti specifici (il test TOL Tower of London e il test RAPM le matrici di Raven avanzate) sono stati rilevati quali erano i pattern di attivazione specifici per i compiti di ragionamento. Ovvero, quali aree cerebrali si attivano nei due gruppi. 

Differenze nei gruppi a confronto

È emerso che, durante lo svolgimento dei compiti, entrambi i gruppi hanno mostrato attivazioni significative in alcune zone (area fronto-parietale). Tuttavia, nel gruppo dei dotati in matematica si sono osservate differenze interessanti:

  • attivazione quasi simmetrica di entrambi gli emisferi;
  • reclutamento di un maggior numero di regioni, in particolare nell’emisfero destro;
  • nel compito Tower of London maggiore attivazione di aree significative rispetto al gruppo di controllo (precuneo, lobo occipitale superiore, lobo temporale mediale);
  • nelle matrici di Raven avanzate, soprattutto al livello più alto di difficoltà, attivazioni più marcate nel lobulo parietale inferiore destro, nel giro cingolato anteriore e in aree frontali.

Ragionamento complesso e creatività matematica

Questi risultati suggeriscono che una maggiore capacità di ragionamento matematico complesso può essere correlata a modelli di attivazione maggiormente bilaterali. Superando di fatto, la classica distinzione tra emisfero destro e sinistro.

Inoltre, consente di ipotizzare che una maggiore attivazione nelle regioni parietale e frontale degli adolescenti dotati in matematica sia associata a capacità potenziate nell’elaborazione visuo-spaziale e nel ragionamento logico

Le ricerche sull’attività cerebrale dei plusdotati rispetto al ragionamento matematico, all’immaginazione mentale e al pensiero creativo hanno rivelato altre dinamiche interessanti (O’Boyle et al., 2005; Zhang, Gan e Wang, 2017; Sriraman et al., 2013).

La creatività emerge come elemento centrale del talento matematico. I bambini gifted non solo amano affrontare problemi complessi, ma sanno farlo con un approccio flessibile e originale, capace di generare soluzioni nuove e inattese.

Predominanza emisferica: mito o realtà? 

La classica suddivisione tra emisfero sinistro ed emisfero destro sta diventando più sfumata. 

Grazie alle tecniche di neuroimaging è stato possibile osservare che creatività e intelligenza sono abilità distinte. Esse coinvolgono diverse aree della corteccia cerebrale, soprattutto quando entrano in gioco nella risoluzione di problemi complessi (Thompson et al., 2002).

Il ruolo delle onde alfa e delle connessioni neurali

Gli individui altamente creativi si caratterizzano per una maggiore attività delle onde alfa che migliorano la cooperazione tra differenti aree del cervello. Le forti connessioni neurali tra le varie regioni cerebrali, infatti, sono state associate a risultati migliori in matematica.

Allo stesso tempo, buone abilità matematiche sembrano fare maggiore affidamento sulle aree visuo-spaziali dei lobi parietali destro e sinistro, sebbene le regioni più coinvolte nei processi aritmetici rimangano quelle del lobo parietale sinistro.

Un cervello che lavora in squadra

Ciò che emerge dagli studi sul funzionamento cerebrale dei soggetti plusdotati è che le varie parti del cervello riescono a collaborare in maniera particolarmente efficace, come se fossero una squadra ben allenata capace di integrare funzioni diverse per raggiungere prestazioni superiori.

Germoglio di baccello che nasce dal terreno, rappresentazione di potenzialità in crescita

Quanto conta l’ambiente di crescita nello sviluppo dei bambini plusdotati?

La plusdotazione è un costrutto multidimensionale risultato dell’interazione tra geni e fattori ereditari che possono essere influenzati dalle stimolazioni ambientali. Sicuramente la dimensione genetica è il punto di partenza da cui si può sviluppare il potenziale se però il contesto è capace di attivarsi in modo funzionale.

La plusdotazione è una caratteristica che perdura per tutta la vita e, se viene riconosciuta precocemente, consente di aiutare il bambino, rispettando le sue peculiarità, nello sviluppo delle proprie potenzialità e rendendo così la plusdotazione un punto di forza nel suo percorso di crescita. 

Il ruolo svolto dai contesti di crescita e dagli eventi della vita è determinante non soltanto per lo sviluppo, ma anche per il mantenimento dell’alto potenziale.

In sintesi, la plusdotazione è il risultato dell’interazione tra geni e ambiente. La plusdotazione non  è predeterminata solo dalla biologia, ma è risultato di una combinazione di fattori multipli: persona (biologia), ambito (cultura), contesto sociale (opportunità dei pari) e ritmo dello sviluppo (epigenesi).

La plusdotazione quindi è una caratteristica personale e unica, che deve essere coltivata per evitare il rischio che venga dispersa o male utilizzata. Se desideri approfondire in modo strutturato e pratico il tema della plusdotazione, scopri la mia formazione online dedicata a professionisti che vogliono fare chiarezza e offrire un supporto concreto a bambini e famiglie.

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