Noia e plusdotazione: 3 libri per trasformarla in creatività

Noia e plusdotazione

Qual è l’emozione più frequentemente associata e riportata dalle persone plusdotate? La risposta è noia.

È l’emozione che individui plusdotati, bambini e adulti, citano con maggiore frequenza a casa, a scuola e in molti altri contesti. La plusdotazione è, infatti, strettamente correlata a questa sensazione.

Sebbene comune, l’emozione che conosciamo come noia, assume una dimensione particolare nei gifted, legata alle loro elevate capacità cognitive e alla costante necessità di stimoli complessi e sfidanti.

Se vuoi esplorare come la letteratura per l’infanzia affronta questo tema e scoprire albi illustrati che la trasformano in curiosità e immaginazione,  continua a leggere.

Noia e plusdotazione: una sfida familiare e scolastica

La noia è un sentimento molto comune tra bambinə plusdotatə, si manifesta in vari ambiti e ambienti, non solo a scuola, ma anche nella vita quotidiana. 

Famiglie e insegnanti riportano spesso situazioni in cui i bambini e le bambine esprimono frustrazione con frasi come “Mi annoio!” o “Non so cosa fare” oppure “E adesso cosa faccio?”. 

Questo stato d’animo è presente anche nelle persone neurotipiche, in quelle persone gifted assume una dimensione particolare legata alle loro capacità cognitive e alla necessità di continui stimoli complessi. 

Specialmente durante l’estate o durante le vacanze in generale, quando le attività strutturate e pianificate si riducono, questa sensazione può diventare dominante.

3 albi illustrati dedicati alla noia

La noia è un’occasione preziosa, soprattutto per i bambini e le bambine gifted che cercano continui stimoli e complessità. 

Leggere insieme albi illustrati che esplorano questo tema può trasformare un momento di vuoto in uno di scoperta e immaginazione. Scopriamo tre libri utili per affrontare la noia in modo positivo, creativo e consapevole.

#1 – Uffa, che noia! – Shin Suki Yoshitake (ed. Fatatrac, 2022)

Un libro che esplora il tema è “Uffa che Noia” dell’autore nipponico, Shin Suki Yoshitake

L’albo illustrato racconta la storia di un bambino che, per combattere la noia, inizia a vagare con la fantasia.

Con ironia e leggerezza, mostra come la noia possa essere trasformata in creatività, spingendo il protagonista a immaginare scenari assurdi e comici (come un Luna Park noiosissimo dove tutto funziona al contrario).

Una lettura che ci ricorda come la noia, in fondo, può essere un’opportunità per stimolare la mente, offrendoci l’occasione per parlare di un tema  importante per bambini e bambine plusdotati/e che, non trovando stimoli adeguati, possono diventare irrequieti e molto richiedenti verso le persone con cui si trovano in quel momento.

#2 – Un grande giorno di niente – Beatrice Alemagna (ed. Topipittori, 2016)

Un altro testo significativo è “Un grande giorno di niente” di Beatrice Alemagna. In questo albo, un bambino abituato a usare i videogiochi per riempire il tempo scopre, dopo aver perso il suo dispositivo, il piacere di esplorare il mondo reale. 

Attraverso il contatto con la natura e l’uso dei sensi, il protagonista trasforma una giornata apparentemente noiosa in un’esperienza arricchente. 

L’esperienza è quella di entrare realmente, con tutto il corpo, dentro il videogioco.

Questo suggerisce che l’uscita dalla zona di comfort e la scoperta di nuove prospettive possono aiutare i bambini e le bambine a vivere la noia in modo positivo.

#3 – Piccolo Blu e Piccolo Giallo – Leo Lionni (ed. Babalibri, 1999)

Infine, l’albo illustrato “Piccolo Blu e Piccolo Giallo” di Leo Lionni ci insegna come la noia possa diventare un terreno fertile per la creatività.

Un racconto nato e creato in un momento di noia durante un viaggio in treno dell’autore con i nipotini. 

Scrittore, scultore e pittore Leo Lionni ci dimostra come situazioni apparentemente vuote possano stimolare la fantasia. Questo aspetto spesso emerge in chi è plusdotato e che, quando è libero di pensare e creare senza vincoli esterni, è molto produttivo.

Una riflessione su noia e plusdotazione

Accettare la noia come parte della vita significa riconoscere il suo valore educativo. La noia quindi non è un nemico da combattere, ma è un’emozione che dà l’opportunità di sviluppare creatività e immaginazione. 

Per gli individui gifted è fondamentale imparare a trasformare questo sentimento in una risorsa che stimoli la loro mente vivace, sia a casa che a scuola.

La noia può sembrare un ostacolo, ma rappresenta un’emozione preziosa per lo sviluppo della creatività. Offrire spazi liberi e momenti non strutturati, può dar loro la possibilità di esplorare nuove idee e risorse interiori. 

Per le famiglie gifted abbracciare la noia come una parte naturale della vita può aprire nuove porte di scoperta e crescita. 

E tu come vivi la noia? Cosa fai quando ti annoi? Quali strategie metti in campo?

Se la noia, la ricerca di stimoli o la sensibilità intensa ti sembrano temi familiari, può essere utile un confronto personalizzato. Scopri come richiedere un sostegno genitoriale su misura per famiglie gifted.

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