Come sai Neuronauti: Viaggio nella Plusdotazione è il podcast della nostra community e la prima puntata contiene l’Intervista a Beatrice, una mamma il cui bambino è stato valutato come plusdotato a sette anni.
Nell’intervista che trovi nel podcast Beatrice condivide con noi come questa valutazione sia stata fondamentale per la loro famiglia. È stata una svolta tra un periodo di difficoltà e incomprensioni nei confronti del figlio e una fase successiva in cui la valutazione di plusdotazione ha dato un significato ai suoi comportamenti.
La scoperta della plusdotazione tra l’altro ha sorpreso i genitori, che erano completamente ignari di cosa fosse.
Oggi, Beatrice si impegna in prima persona a diffondere consapevolezza sulla plusdotazione, condividendo informazioni fondamentali con altri genitori. Anche solo fornire alcune informazioni di base può aiutare a dare un senso ai comportamenti dei propri figli.
Durante la conversazione, Beatrice illustra alcuni esempi concreti dei comportamenti del suo bambino, evidenziando come già in età prescolare facesse domande fuori dall’ordinario rispetto ai suoi coetanei e manifestasse particolarità a livello emotivo.
Qui sul blog però voglio portare una parte di intervista che non c’è nel podcast.
Ecco quindi la parte di intervista che riguarda il rapporto con la scuola e le insegnanti dopo che Beatrice e suo marito hanno consegnato la valutazione di plusdotazione del figlio alla segreteria scolastica.
Intervista a Beatrice: il rapporto con la scuola dopo la valutazione
Valeria: Questa valutazione immagino che l’abbiate trasferita anche agli insegnanti. Come è andata?
Beatrice: Allora noi l’abbiamo mandata loro poco prima delle vacanze di Natale, abbiamo lasciato passare le vacanze di Natale in cui ci siamo informati. Al ritorno una delle maestre mi ferma davanti a scuola, mi guarda e mi dice: “Va bene adesso allora cosa fate?”
E io ho detto: Scusate, la valutazione ve l’ho mandata, no?”
Insegnante: “E no perché… cioè noi cosa facciamo?”
Io: “Le insegnanti siete voi e non posso certo dirvi io, come mamma, cosa fare a scuola, perché non è il mio compito, io ho capito com’è mio figlio, me lo gestisco a casa, per l’ambito scolastico, spetta a voi.”

E quindi da quando loro hanno avuto la valutazione è passato ancora un anno, e ancora adesso si stanno un po’ barcamenando. Adesso mio figlio è in terza e abbiamo dovuto coinvolgere un’altra figura che dà alle maestre delle indicazioni per intervenire. Comunque da gennaio alla fine della seconda elementare le insegnanti ancora non avevano gli strumenti per gestirlo, non sapevano cosa fosse la plusdotazione e i problemi che avevano prima della valutazione ce li avevano anche dopo. Questa terza persona è un’educatrice che si occupa dei rapporti tra psicologa, famiglie e scuola e che lavora nel reparto di neuropsichiatria dell’ospedale. Fa degli interventi nelle scuole, va a fare le osservazioni nella classe, è venuta a casa nostra a vedere come vive nostro figlio nel suo ambiente e sta seguendo le maestre per dar loro degli strumenti per poterlo gestire.
Ad ora non so ancora come va perché li rivedremo prossimamente e vedremo se questi strumenti che questa persona ha suggerito vanno a buon fine.
Coinvolgimento della dirigente scolastica
L’intervista podcast sulla plusdotazione continua parlando del coinvolgimento della dirigente scolastica.
Beatrice: Nel frattempo ho chiesto alla dirigente scolastica di poter contattare delle associazioni che si occupano di plusdotazione, in modo tale da avere un supporto da parte loro. Questa educatrice è una persona molto valida, molto disponibile, preparata, però non è il suo campo specifico. Alle elementari troviamo queste maestre disponibili a collaborare, però passati questi anni delle elementari, quando dovrà andare alle medie e avrà dieci professori, non vorrei trovarmi nella situazione di ricominciare tutto da capo perché non sanno cos’è la plusdotazione. Quindi, ho chiesto alla dirigente di contattare qualcuno che lo faccia di mestiere per creare una rete, un supporto per le maestre di mio figlio, ma anche per tutti gli insegnanti della scuola.
L’obiettivo è che possa aiutare il mio figlio, ma anche altri bambini che sicuramente all’interno della scuola ci sono e… speriamo che lo faccia.
Valeria: Il coinvolgimento della dirigente è sicuramente una buona mossa perché comunque quando poi la direttiva arriva dall’alto può essere più utile e quindi questo è importante. Poi è chiaro, bisogna capire come risponderanno gli insegnanti e quindi è tutto un po’ in divenire, però hai gettato il semino! Bisogna aspettare e sperare che poi cresca, che riesca a trovare un terreno fertile, magari non in tutti gli insegnanti, però in una buona parte.
Intervista a Beatrice: e il Piano Didattico Personalizzato?
Nell’intervista podcast sulla plusdotazione affrontiamo anche il tema del PDP.
Valeria: Tu però mi dicevi che gli insegnanti non sanno neanche che tuo figlio possa essere inserito in un programma dedicato ai BES. I bambini plusdotati rientrano nei nei bisogni educativi speciali. Quindi potenzialmente gli insegnanti potrebbero decidere di attivare un piano didattico personalizzato se ci sono delle necessità, cioè se c’è una situazione di disagio o di difficoltà in classe. Potrebbero attivarlo, segnalando quali sono i punti di forza e debolezza, le strategie da mettere in atto. Ma immagino che un PDP non sia stato neanche pensato…
Beatrice: No, c’avevo provato a chiederlo l’anno scorso, ma mi avevano risposto che non aveva bisogno e quindi non è stato attuato. Quest’anno non ci ho provato perché ho provato con questa educatrice per vedere se gli strumenti che suggerisce lei sono validi, ma ci riproverò ancora! Aspetto di vedere questi mesi come vanno dopodiché, se ancora la situazione non è risolta, sicuramente glielo proporrò di nuovo. Se effettivamente delle carenze ci sono, che siano dal punto di vista scolastico, che siano dal punto di vista emotivo, gli strumenti per poter ovviare a queste mancanze ci sono, quindi non vedo perché non dovrebbero prendere considerazione come soluzione il PDP.
Cosa abbiamo imparato dall’intervista a Beatrice nel podcast sulla plusdotazione?
In sintesi, dall’intervista a Beatrice e dalla sua esperienza con la scuola frequentata da suo figlio abbiamo imparato che:
- se la scuola non conosce la plusdotazione, dopo la consegna ufficiale della valutazione, occorre supportare gli insegnanti affinché si formino su questo tema
- coinvolgere la dirigenza della scuola è importante per andare a lavorare non solamente sullo specifico team docenti della scuola primaria, ma anche sui professionisti appartenenti all’intero istituto
- far comprendere l’importanza della stesura del PDP (Piano Didattico Personalizzato) per i BES non è automatico eppure fa parte delle linee guida ministeriali dal 2019.
Insomma, c’è ancora molto da lavorare!
Ringrazio moltissimo Beatrice per essersi prestata a rispondere a tutte le mie domande per il podcast sulla plusdotazione e ad averci regalato tanti spunti e idee!
Se vuoi sentire l’intervista di Beatrice la trovi su Spotify e su Spreaker
Se vuoi approfondire le linee guida ministeriali leggi questo articolo
