I giochi da tavolo non sono solo un passatempo, ma un vero strumento educativo e relazionale, utile anche con persone plusdotate.
Permettono di allenare attenzione, strategia, collaborazione e rispetto delle regole, trasformando il tempo condiviso in un’occasione di apprendimento profondo.
Cosa rende un gioco da tavolo adatto? Parliamo insieme delle principali tipologie oggi disponibili e di come sceglierli in base alle esigenze di chi gioca. Infine, approfondiamo il motivo per cui i board games rappresentano un supporto prezioso per le persone plusdotate, sia in famiglia sia nei contesti educativi.
Criteri che caratterizzano il gioco da tavolo
I giochi da tavolo, o board games, sono caratterizzati da tre elementi fondamentali che li distinguono da altre forme di gioco (Ligabue, 2020).
- Il primo riguarda la presenza di una struttura competitiva o cooperativa: ogni partita prevede un obiettivo comune o contrapposto e si sviluppa seguendo regole precise, con un inizio, un percorso e una conclusione. È proprio questa dinamica – il momento in cui qualcuno vince o perde – a dare significato e coerenza all’esperienza di gioco.
- Il secondo elemento riguarda lo spazio di gioco: i board games si svolgono su un tavolo o in un ambiente chiuso, dove le azioni si concentrano su una superficie piana, favorendo interazione e concentrazione.
- Infine, per giocare è necessario disporre di componenti materiali: tabelloni, pedine, dadi, tessere o carte che, insieme alle regole, danno forma all’esperienza e rendono tangibile il coinvolgimento.
Quali giochi appartengono alla famiglia dei board games?
La famiglia dei giochi da tavolo è ampia e sorprendentemente varia. Esistono moltissime tipologie, ognuna con regole, obiettivi e modalità di gioco diverse, pensate per coinvolgere età, interessi e personalità differenti.
- Astratti: non hanno una specifica ambientazione, spesso coincidono con i giochi di tavoliere, cioè quelli che si sviluppano principalmente su tavolieri o scacchiere. I più famosi sono Go, Dama, Scacchi.
- I party game: progettati per gruppi numerosi, molte volte divisi in squadre e dove spesso è anche prevista una forte interazione tra i partecipanti. I più famosi sono Tappo, Uno, Lupus in Tabula.
- I giochi di carte: le carte sono l’unico materiale di gioco o quello prevalente (chi non ha mai giocato a Briscola?!). All’interno di questo gruppo ci sono anche i giochi di carte collezionabili (come Magic, Yu-Gi-Ho!) dove lo scambio e l’interazione tra giocatori è molto importante così come la qualità delle illustrazioni presenti sulle carte.
- Abilità o destrezza: la destrezza manuale, il colpo d’occhio e l’agilità delle persone partecipanti hanno un ruolo importante. Stimolano competenze e abilità specifiche e sono molto utili anche con bambini piccoli. I più famosi sono Dobble e Bicchieri Sprint.
Altri giochi che appartengono alla grande famiglia dei board games
- Strategia: sono attività in cui i partecipanti devono utilizzare strategie di problem solving, di ragionamento astratto e di pianificazione delle proprie mosse, ma anche comprendere e prevedere le azioni degli avversari e interagire all’interno di un sistema complesso e in continuo cambiamento. I giochi più famosi sono Monopoly, Risiko, Carcassonne, Ticket to ride, Pandemia. Questi sono tra i miei preferiti!
- I wargame o boardgame storici: si caratterizzano per la simulazione e l’ambientazione storica. Solitamente sono attività complesse con regolamenti sofisticati e tempi di gioco lunghi, tra i più famosi troviamo Wir sind das Volk! e 1960: The Making of The President.
- Ruolo o di narrazione: si basano sulla creazione collettiva di una storia: le persone partecipanti si immedesimano nei protagonisti e agiscono sotto la guida di un narratore (il Master). È una forma di narrazione interattiva, dove il racconto prende vita attraverso le scelte e le azioni di chi partecipa. Spesso queste esperienze sono collaborative, perché l’obiettivo comune è costruire insieme l’evoluzione della trama. Tra i più conosciuti troviamo Dungeons & Dragons, Pathfinder e Savage Worlds. Esistono anche versioni dal vivo, i Live Action Role Playing (LARP), in cui la storia si interpreta fisicamente, come in un vero e proprio teatro interattivo.

Giochi tridimensionali e giochi digitali
Una categoria a parte è quella dei giochi tridimensionali che sono caratterizzati dalla presenza di miniature e di elementi scenici.
Il campo da gioco in questo caso è un tavolo appositamente ricostruito con scenari, diorami e tutto ciò che serve a ricreare per esempio il terreno di un’ipotetica battaglia.
Tra i più famosi ci sono Warhammer Fantasy Battle, Flames of War e Harry Potter Miniature Adventure Game.
Altra categoria a parte è quella dei giochi digitali , infatti esistono giochi basati su delle App per poter funzionare.
In questo caso il digitale supporta l’analogico gestendo per esempio elementi casuali del gioco, informazioni nascoste e tutta una serie di calcoli e operazioni di microgestione che altrimenti sarebbero troppo dispendiose o noiose. Alcuni esempi sono First Martians e Le case della follia.
Anche alcuni giochi da tavolo che ricreano le Escape Room utilizzano le App. Tra i più conosciuti c’è sicuramente Unlock, anche nella versione per bambinə.
Di questo gruppo fanno parte anche veri e propri videogiochi che al loro interno hanno generi molto diversi: solitari, trasposizioni digitali di giochi analogici e i Massively Multiplayer Online Role-Playing Game, cioè i giochi di ruolo online per diversi giocatori.
Come scegliere il gioco da tavolo adatto?
Scegliere il gioco da tavolo giusto non è sempre immediato, soprattutto se ci si avvicinati da poco a questo mondo.
Esistono molti fattori da considerare:
- l’età delle persone che parteciperanno
- il tempo a disposizione
- il livello di esperienza
- gli interessi personali.
Un buon punto di partenza è chiedersi chi giocherà e in quale contesto. Ci sono titoli perfetti per bambinə e ragazzə, altri pensati per gruppi misti o per partite in autonomia.
Alcuni giochi privilegiano la collaborazione, altri la competizione: la scelta dipende dall’obiettivo che si vuole raggiungere, che sia lavorare sulla cooperazione o stimolare il ragionamento strategico.
Contano anche la durata della partita e la complessità delle regole. Ci sono board games che si spiegano in cinque minuti e altri che richiedono tempo e concentrazione anche solo per imparare le regole.
È utile valutare anche il grado di casualità, quanta fortuna vogliamo che incida sull’esito della partita, e le tematiche che più possono incuriosire chi gioca, dal fantasy alla scienza, dallo spazio ai dinosauri.
Infine, un buon consiglio è partire da ciò che si vuole ottenere: divertimento puro, sviluppo di capacità specifiche o momenti di connessione familiare.

… per un approccio nuovo dei giochi da tavolo
Per chi si trova all’inizio può essere difficile orientarsi tra titoli, regole e meccaniche, ma con un po’ di guida la scelta diventa più semplice.
Se cerchi un gioco da tavolo adatto a persone plusdotate, o semplicemente vuoi creare un momento di gioco stimolante e su misura, posso aiutarti a trovare quello perfetto per la tua situazione.
Giochi da tavolo e plusdotazione: strategia, relazione e apprendimento
Usare i giochi da tavolo con persone plusdotate non significa solo proporre un’attività divertente: è un modo concreto per stimolare pensiero strategico, tolleranza alla frustrazione e capacità relazionali.
Attraverso il gioco si possono allenare funzioni esecutive, osservare le reazioni emotive e offrire un contesto sicuro in cui imparare a rispettare regole, tempi e ruoli.
Nella mia esperienza, i board games rappresentano un ponte tra piacere e apprendimento.
Li utilizzo per lavorare con persone gifted e le loro famiglie, ma anche come strumento di connessione e rilassamento. Giocare insieme aiuta a costruire un tempo di qualità, a rafforzare la relazione e a sviluppare una forma di concentrazione serena, lontana dalla pressione della performance.
Quando le persone si sentono immerse nel flusso del gioco, il tempo si dilata e l’esperienza diventa pienamente formativa: si impara più in fretta, si accetta meglio l’errore, si impara a gestire la sconfitta e a riconoscere il proprio modo di pensare e agire.
Proprio per questo ho creato il pomeriggio giochi per plusdotatə, un appuntamento dedicato a bambini e ragazzi che desiderano vivere il gioco come spazio di incontro, scoperta e confronto.
I board games diventano facilitatori di relazione, strumenti che permettono di conoscersi meglio e di sperimentare, in un contesto leggero, la complessità del pensiero strategico.
E se sei un insegnante o un professionista dell’educazione, posso aiutarti a individuare i giochi più adatti al tuo gruppo o alla tua classe, per integrare il gioco nella didattica e nella relazione educativa in modo consapevole e mirato.
