Intervista a Tingting nel Podcast sulla Plusdotazione

Intervista podcast plusdotazione Tingting

Neuronauti: Viaggio nella Plusdotazione è il podcast della nostra community e la terza puntata è l’Intervista a Tingting, una mamma il cui bambino è stato valutato come plusdotato a 8 anni. 

Tingting e la sua famiglia hanno origini cinesi, ma vivono in Italia, quindi sentiremo parlare di un’esperienza di plusdotazione abbinata al bilinguismo cinese-italiano.

Tra le prime avvisaglie di plusdotazione sia la mamma stessa che le insegnanti alla scuola dell’infanzia si erano accorte della grande capacità del bambino di saper gestire i numeri e le quantità già in età prescolare.

Tingting, nel podcast sulla plusdotazione, ci racconta di come sia stata un’insegnante illuminata e preparata della scuola primaria a notare le notevoli capacità del bambino nelle materie scientifiche e a suggerire una valutazione. La famiglia ha scelto di aspettare che il bambino fosse alla pari rispetto alla conoscenza dell’italiano prima di fare la valutazione.

Appena ricevuta la valutazione di plusdotazione la scuola primaria ha attivato un piano didattico personalizzato con lezioni più avanzate in matematica e mantenendosi in contatto con la famiglia e con i professionisti che hanno fatto la valutazione al bambino.

Le tematiche di questo articolo

In questo articolo, però, voglio portare una parte di intervista che non troverai nel podcast sulla plusdotazione.

In questa parte di intervista affrontiamo due temi: 

  • il grande impegno e sforzo da parte della famiglia nella vita quotidiana con un bambino plusdotato, ad esempio nel trovare giochi e attività che lo interessino veramente e lo stimolino a sufficienza
  • come il figlio di Tingting applica le leggi della fisica e della matematica nei videogames e la consapevolezza che ha sul perché e sul quando fare una certa azione per raggiungere un obiettivo, quindi parliamo di metacognizione. Spoiler: la metacognizione è fondamentale nell’apprendimento!

Intervista a Tingting: la vita familiare con un bambino plusdotato

Valeria: Ci racconti un po’ com’è la vita quotidiana con un figlio plusdotato? Quali sono le sfide che affronti ogni giorno in famiglia? Magari rispetto alle domande che tuo figlio ti fa…

Tingting: allora io dico a mio figlio: “Guarda che la mamma non è una fisica, non è una chimica, non è neanche una medica. Quello che posso risponderti è quello che ho studiato io trent’anni fa.”

Poi, la conoscenza va sempre aggiornata, perché trent’anni fa mi ricordavo che l’autunno cominciava il 21 settembre, ma al giorno d’oggi l’autunno comincia il 23 settembre e non lo sapevo. Mio figlio mi ha detto che la terra è un po’ inclinata e diversa: adesso il 23 settembre comincia l’autunno. Insomma, mi ha detto che ci sono delle informazioni diverse.

Quindi secondo me, come genitori, dobbiamo tenerci sempre aggiornati sulla conoscenza, sugli studi. Non è che cominciando il lavoro, è finita la scuola.
Seguendo mio figlio ho capito che anche come noi genitori dobbiamo continuare a studiare, per avere un confronto con i bambini di oggi, noi siamo veramente rimasti nel medioevo rispetto a tante cose. Loro sono molto più avanti e per cui anche io devo esserlo.

La scelta dei giochi

Tingting: E poi un’altra cosa che secondo me è importante come genitori è la scelta dei giochi dei nostri figli. Seguire un bambino di questo tipo, è tutto diverso. È un impegno diverso, perché io mi devo impegnare a trovare sempre giochi molto diversi da quelli normali che si vendono sul mercato.

Per esempio, mio figlio mi ha chiesto tante cose di fisica, allora io ho ordinato un gioco, non è un gioco vero e proprio, ma serve per studiare la materia, il campo magnetico e campo elettrico, lo studio della forza, della forza di gravità. L’ho dovuto di ordinare perché sul mercato normale non si vende. E quindi ho dovuto di chiamare l’azienda e dirle guarda ho bisogno di questo per un bambino di quarta elementare. E sono questi i giochi con cui mio figlio può stare là tutto giorno anche senza mangiare.

Però se non avessi saputo che è plusdotato, non avrei mai pensato di andare a cercare questo tipo di giochi, di strumenti per non farlo annoiare.

Valeria: hai fatto un esempio che secondo me rende benissimo, che questi bambini fanno fatica ad accontentarsi del giochino o anche della prima risposta che viene data loro. Vogliono sempre approfondire, vogliono sempre capire qualcosa in più e poi da un concetto ne collegano altri tre o quattro per cui poi chiedono anche di tutti gli altri. Tutto questo è una fatica, come genitori e poi chiaramente anche come insegnanti!

Intervista a Tingting: esempi pratici di metacognizione

Valeria: Ci fai qualche esempio di giochi che piacciono a tuo figlio?

Tingting: Allora, la playstation, io prima di sgridarlo perché ci passa troppo tempo ho imparato a chiedergli perché la trova interessante. Come fa a vincere sempre? Con quale metodo vinci? Mio figlio mi risponde: “Qua c’è un ostacolo e io devo saltare due secondi prima per superare l’ostacolo”. Cioè ha già calcolato a mente come fare, il tempo trascorso è stato solo di gioco, il suo cervello si stava già allenando. Magari camminando per strada se trova una pietra per terra, lui sa già un secondo prima che deve saltare per superarlo. Ci sono tanti genitori che sgridano i figli attaccati alla playstation o al cellulare. Adesso io non sono più come loro, prima di sgridare gli chiedo che cosa sta guardando, cosa ha capito, cosa ha imparato da quello che stava guardando e stava giocando.

Quando lui scopre un nuovo gioco mi spiega in maniera molto scientifica queste cose qua. E questo apre a un dialogo tra me e lui.

Valeria: questo esempio ci spiega che effettivamente anche in questi giochi tuo figlio ha fatto un ragionamento meta, quindi un ragionamento su come funziona quel gioco. In realtà l’ha utilizzato per far partire tutta una serie di ragionamenti, per scoprire come è fatto dentro, su come deve fare per vincere, quindi effettivamente l’ha usato in un modo diverso. Dall’altra parte tu hai saputo sfruttare i giochi che gli piacciono per dialogare con lui, per mantenere aperta una relazione autentica con tuo figlio. Questo è importantissimo soprattutto in adolescenza!

Conclusione

Sintetizzando, dagli spunti che ci ha dato Tingting nel podcast sulla plusdotazione dobbiamo ricordarci che:

  • crescere un figlio o una figlia plusdotato/a è una grande sfida, ma anche una grande opportunità. Richiede flessibilità, tanta pazienza e voglia di mettersi in gioco e di approfondire argomenti che interessano loro.
  • creare una relazione di fiducia e ascolto con i propri figli e le proprie figlie è importante per la loro crescita ed è possibile svilupparla condividendo e avvicinandoci alle loro passioni
  • come genitori possiamo sostenere e sviluppare quella che in psicologia è definita la metacognizione. Significa portare a un livello di consapevolezza maggiore le azioni che fanno i nostri figli e le nostre figlie durante le esperienze di vita e questo serve a loro per imparare e per trasferire questo apprendimento ad altri ambiti.

Grazie a Tingting che ci ha portato un’esperienza con la plusdotazione positiva anche se complessa nella gestione quotiana.

Se ti sei perso/a le altre interviste sul blog ti lascio i link a quella di Alberto e a quella di Beatrice

Per ascoltare l’intervista a Tingting nel podcast sulla plusdotazione la trovi su Spotify e su Spreaker

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