Dal punto di vista dei genitori, la scelta della scuola primaria rappresenta un passaggio carico di significato.
È il luogo in cui i nostri figli trascorrono gran parte delle loro giornate, costruiscono relazioni, sperimentano le prime dinamiche di gruppo e iniziano a dare forma alla propria esperienza scolastica.
Per i bambini plusdotati, questa scelta può diventare particolarmente complessa.
Le difficoltà che emergono a scuola non sempre sono immediatamente riconoscibili e spesso vengono lette in modo parziale, lasciando i genitori con la sensazione di doversi orientare senza riferimenti chiari.
In questo contesto, interrogarsi su che cosa renda davvero una scuola adatta significa spostare lo sguardo oltre l’offerta formativa e il prestigio dell’istituto. Significa chiedersi se l’ambiente scolastico sia in grado di sostenere un funzionamento cognitivo diverso, senza trasformarlo in un problema da gestire.
La personalizzazione dell’esperienza educativa resta il punto di riferimento di ogni intervento rivolto ai bambini plusdotati, insieme alla capacità della scuola di dialogare con le famiglie e di adattarsi a bisogni che non seguono traiettorie standard.
Scegliere la scuola per bambini plusdotati: come relazionarsi con le scuole?
Nel confronto con le scuole, molte famiglie si accorgono che non esiste un unico modo di rapportarsi alla plusdotazione. Le realtà scolastiche possono trovarsi in punti diversi di consapevolezza e di esperienza, e questo influisce molto sia sulla fase di scelta sia sul percorso successivo.
Capire dove si colloca una scuola non serve a dare un giudizio, ma ad avere aspettative realistiche e a orientare meglio il dialogo. In linea generale, ci si può trovare di fronte a situazioni diverse, ad esempio:
- Scuole che hanno già maturato un’esperienza strutturata sulla plusdotazione e utilizzano strumenti come il Piano Didattico Personalizzato all’interno di un impianto condiviso
- Scuole in cui singoli insegnanti possiedono una sensibilità o una conoscenza del tema, ma mancano ancora pratiche consolidate a livello di istituto
- Scuole che non hanno mai affrontato direttamente la plusdotazione, ma mostrano apertura e interesse ad approfondire per rispondere ai bisogni dell’alunno
Nessuna di queste situazioni è di per sé definitiva. Ciò che fa la differenza è la disponibilità all’ascolto, la possibilità di costruire un dialogo e la capacità di mettersi in discussione nel tempo.
Entriamo nel dettaglio.
1. Scuole in rete sulla plusdotazione
Le scuole in rete sulla plusdotazione sono quelle che attuano PDP (Piani Didattici Personalizzati) per bambini plusdotati perché sono formate sulla plusdotazione e sulla giftedness.
Fanno parte di reti di scuole che si sono messe in gioco formandosi sulla plusdotazione come interi istituti. La preparazione che hanno è completa ed è stata svolta con università, professionisti e associazioni che si occupano di plusdotazione.
Le scuole che hanno maturato un’esperienza strutturata sulla plusdotazione riescono a mettere in campo una serie di strategie operative nelle classi in cui sono presenti alunni plusdotati.
- Flessibilità didattica, intesa come possibilità di adattare tempi, obiettivi e modalità di lavoro alle caratteristiche dell’alunno
- Approfondimento dei contenuti, che consente di lavorare sugli argomenti del programma in modo più articolato e complesso
- Arricchimento dell’offerta formativa, attraverso attività e stimoli che ampliano gli interessi e le possibilità di esplorazione
- Compattazione del curriculum, per ridurre ripetizioni già acquisite e liberare spazio per attività a maggiore valore cognitivo
- Differenziazione delle proposte, pensata per sostenere stili di pensiero e modalità di ragionamento differenti
- Accelerazione mirata, limitata a specifiche discipline o, in casi particolari, estesa al salto di classe
- Apprendimento autoregolato, che favorisce autonomia e responsabilità nella gestione del percorso di studio
- Valorizzazione delle intelligenze multiple, insieme all’utilizzo di modelli strutturati di arricchimento scolastico, come il metodo SEM
Le principali scuole in rete a livello nazionale
- Aderenti all’Accordo di Rete “La scuola educa il Talento” e/o le scuole che hanno organizzato una formazione presso le loro sedi da parte del LabTalento (Università di Pavia)
- Rete TalentInclusivi rete nazionale di scuole formate e aggiornate sulla tematica della didattica per la plusdotazione e/o alto potenziale cognitivo e della didattica per lo sviluppo dei talenti (Gifted & Talent Education)
- Appartenenti alla rete dell’associazione IAG sono per la maggior parte formate sulla plusdotazione attraverso corsi che hanno coinvolto l’intero plesso oppure, hanno al loro interno un docente referente formato in plusdotazione, altre invece sono segnalate dalle famiglie come particolarmente inclusive e sensibili alla plusdotazione.
Inoltre, in Veneto (Treviso) è possibile trovare Rete APC uno strumento di cooperazione tra scuole di diverso ordine e grado, con il comune interesse alla dimensione della plusdotazione

2. Scuole parzialmente preparate sulla plusdotazione
Le scuole parzialmente preparate sulla plusdotazione sono quelle che hanno insegnanti che conoscono la plusdotazione in generale, ma non hanno ancora messo in pratica le indicazioni per i bambini plusdotati e non fanno parte delle scuole in rete.
Sono scuole sensibili all’argomento e disponibili a seguire corsi di formazione, convegni e a leggere libri che anche noi genitori possiamo suggerire loro sul tema plusdotazione.
In queste scuole il passaggio successivo sarebbe quello di coinvolgere dei professionisti in grado di fornire agli insegnanti strumenti e metodologie da applicare nella pratica quotidiana con gli alunni plusdotati.
Noi genitori ovviamente possiamo dare supporto attivandoci con associazioni, enti e professionisti per fare da tramite con la scuola.
3. Scuole neofite sulla plusdotazione
Le scuole neofite sulla plusdotazione sono quelle in cui non si è mai sentito parlare di plusdotazione, non c’è nessuna formazione sul tema, ma gli insegnanti sono interessati a conoscere e ad approfondire l’argomento per venire incontro all’alunno/a che entra nella loro classe.
In queste scuole c’è quindi un’apertura mentale verso la plusdotazione e verso la necessità di informarsi e formarsi per mettere in pratica delle azioni in ottica di personalizzazione della didattica per gli alunni gifted.
Come genitori in questo caso possiamo suggerire dei corsi di formazione per insegnanti e per l’intera scuola, dei convegni, dei libri per approfondire e possiamo essere disponibili a collaborare e dialogare con loro per il benessere dei nostri figli e dei compagni.
La nostra esperienza nella scelta della scuola primaria
Nel nostro percorso, il primo contatto con la scuola ha messo subito in evidenza un dato semplice: il tema della plusdotazione non faceva parte dell’esperienza quotidiana dell’istituto. Questo è emerso dai primi colloqui, senza particolari resistenze, ma anche senza riferimenti strutturati.
La valutazione era stata consegnata prima dell’inizio dell’anno scolastico, con l’intento di fornire un quadro chiaro e prevenire fraintendimenti. Non per richiedere percorsi speciali, ma per condividere informazioni utili a leggere alcuni comportamenti e bisogni fin dall’inizio.
Nel corso dell’anno, la disponibilità al dialogo si è mantenuta costante. Il confronto tra scuola, famiglia e professionista che aveva seguito la valutazione ha permesso di tenere al centro il benessere a scuola e di rendere il lavoro educativo più sostenibile anche per le insegnanti.
Questa esperienza ha confermato quanto la collaborazione tra famiglie e scuola sia un elemento decisivo nel percorso scolastico. Un dialogo che funziona non nasce dall’improvvisazione, ma da una preparazione condivisa e dalla conoscenza del quadro di riferimento, anche sul piano normativo.

Le indicazioni ministeriali sulla plusdotazione
Da mamma e da professionista, dopo aver ricevuto la valutazione di plusdotazione di Lucia mi sono chiesta quali siano le indicazioni del Ministero dell’Istruzione relativamente alla plusdotazione.
Infatti durante il colloquio di consegna della valutazione la psicologa ci aveva informato del fatto che i bambini plusdotati rientrano nei Bisogni Educativi Speciali.
Ma cosa significa concretamente?
Nella nota MIUR n.562 del 3 aprile 2019 viene specificato che l’eventuale inserimento nei BES degli alunni plusdotati è determinato dalle scelte degli insegnanti (in virtù dell’autonomia scolastica) e si riferisce solamente a studenti plusdotati in disagio, senza specificare però cosa si intenda con “in disagio”.
In pratica è stata lasciata autonomia di scelta al team docenti della primaria e ai consigli di classe degli istituti successivi, riguardo alla possibilità di una personalizzazione del percorso e stesura del Piano Didattico Personalizzato, ponendo particolare attenzione al talento e alle sue peculiarità.
Negli ultimi anni diverse associazioni e professionisti hanno presentato alla Camera la proposta di legge n. 1607 del 13 febbraio 2019 e in Senato il Disegno di legge n. 180 del 13 ottobre 2022 “Disposizioni per il riconoscimento degli alunni con alto potenziale cognitivo, l’adozione di piani didattici personalizzati e la formazione del personale scolastico”.
Nel contesto europeo la raccomandazione n.1248 del Consiglio d’Europa del 1994 sull’educazione dei bambini talentati sottolineava già la necessità di sviluppare il loro potenziale intellettivo attraverso strumenti e condizioni di insegnamento particolari; in Italia ci stiamo arrivando lentamente.
Il fatto che in Italia manchi ancora una legge relativa agli alunni plusdotati rende più complesso per noi genitori il dialogo con la scuola.

Cosa dobbiamo valutare noi genitori?
Alcuni aspetti possono essere osservati dai genitori già nella fase di scelta della scuola e continuare a essere monitorati nel tempo.
Al di là delle variabili logistiche e organizzative, che hanno comunque un loro peso, esistono elementi utili per orientare il dialogo con la scuola e valutare la qualità dell’ambiente educativo.
Vediamoli insieme:
- Ascolto e apertura al dialogo da parte di insegnanti, educatori e dirigenti, per comprendere le esigenze dei bambini e della famiglia
- Partecipazione a percorsi di formazione sulla plusdotazione, anche attraverso iniziative finanziate dalla Carta dei docenti
- Collaborazione con i professionisti che seguono i bambini, per condividere chiavi di lettura utili alle situazioni che emergono in classe
- Attivazione di strumenti di personalizzazione, come il Piano Didattico Personalizzato, laddove necessario
- Presenza di insegnanti pazienti, flessibili e capaci di uscire dagli schemi, consapevoli che un approccio rigido tende a peggiorare le difficoltà
- Proposta di attività laboratoriali, sia interne alla scuola sia affidate a esperti o specialisti esterni
- Adozione di metodologie didattiche esperienziali, che favoriscano il coinvolgimento attivo degli studenti
- Valorizzazione del territorio come spazio educativo, attraverso attività didattiche svolte fuori dall’aula
Questi sono gli aspetti che noi genitori possiamo tenere in mente quando dobbiamo scegliere la scuola per i nostri bambini plusdotati e quando dialoghiamo e collaboriamo con gli insegnanti e gli specialisti che li seguono.
Ascoltare i nostri figli nelle esigenze e nei desideri
Infine, ricordiamoci che ascoltare i nostri figli, le loro esigenze, i loro desideri e le loro passioni è il modo migliore per capire se la scuola scelta è quella adatta, se ci sono degli aspetti che si possono ancora migliorare oppure se i nostri figli hanno bisogno di essere stimolati in ambienti extrascolastici (es. lezioni di musica, visite a musei, mostre, teatro, camp di robotica, giochi da tavolo, sfide matematiche, summer camp dedicati a loro…).
Io con Lucia faccio così: mi metto in ascolto, osservo come si comporta nei confronti della scuola, dei compiti, dei compagni e delle insegnanti, parlo con lei, le ricordo che per me e suo papà è importante che sia felice e che può contare su di noi.
Come scegliere la scuola primaria per i bambini plusdotati
Scegliere la scuola per un bambino plusdotato non equivale a individuare un luogo ideale o privo di difficoltà. È piuttosto un processo che richiede attenzione alla qualità dell’ambiente educativo, alla sua capacità di ascolto e alla disponibilità a costruire un dialogo nel tempo.
Nel percorso scolastico dei nostri figli, dalla primaria ai passaggi successivi, la differenza sta nella possibilità di riconoscere il funzionamento cognitivo senza ridurlo a un problema da contenere o a un’etichetta da difendere.
La personalizzazione dell’esperienza educativa rappresenta una condizione necessaria affinché l’apprendimento resti vivo, sostenibile e rispettoso delle differenze.
Come genitori, il nostro compito non è trovare risposte immediate, ma restare presenti, informati e disponibili al confronto. Osservare i nostri figli, ascoltarli e mantenere aperto il dialogo con la scuola resta uno degli strumenti più efficaci per accompagnarli lungo il loro percorso di crescita.
Vuoi confrontarti con genitori che vivono esperienze simili? La community Genitori Plus nasce proprio per questo.

Grazie mille Valeria per i tuoi spunti..
Grazie anche a te per il feedback! Mi serve per creare contenuti pratici e utili
Purtroppo queste scuole non esistono, scuole che rispecchiano questi requisiti, ormai delusione totale su tutti i fronti sia dalle singole insegnanti che dalle istituzioni scolastiche. Tutti conoscono la plusdotazione, guai se da genitore provi a dire o spiegare qualcosa! Però! Eh…non ci possono fare nulla perché hanno tanti bambini, hanno il dislessico, hanno il plusdotato, hanno il disgrafico….e quanti programmi dobbiamo portare avanti????
Se qualcuno conosce primarie in provincia di Milano o di Ascoli Piceno, ringrazio infinitamente.
Siamo d’accordo che la scuola perfetta non esista, ma possiamo lavorare per migliorare il più possibile quella in cui sono i nostri figli e le nostre figlie o cercarne una più accogliente. Mi può contattare via e-mail se vuole indicazioni più precise.