Albi illustrati che parlano di plusdotazione e accettazione di sé

Plusdotazione e accettazione di sé attraversi gli albi illustrati

La tappa settimanale in biblioteca o in libreria è da sempre un’abitudine ed è l’ideale perché ci permette di viaggiare con la fantasia e di recuperare un po’ di letture e di tempo per noi. Ecco perché ho scelto di dedicare questo articolo agli albi illustrati che parlano di plusdotazione e accettazione di sé.

Ne parlo prendendo spunto dalle dirette fatte con Alice Maggini, esperta di albi illustrati e letteratura per l’infanzia e mamma di un bambino gifted durante i mesi estivi. 

Gli albi illustrati di cui parlo in questo articolo trattano due temi chiave:

  1. Come si esprime la plusdotazione? 
  2. Come parlare di neurodivergenze?

Come si esprime la plusdotazione?

Partiamo dal presupposto che la plusdotazione non si esprime nello stesso modo in tutte le persone plusdotate: ogni persona al mondo ha le proprie caratteristiche, peculiarità e sfaccettature.

Eppure spesso, quando si incontra per la prima volta il tema della plusdotazione si pensa che tuttə lə plusdotatə siano geni (della matematica solitamente). Ecco allora che gli stereotipi e i pregiudizi su questo gruppo di persone prendono il sopravvento, ma anche le aspettative su quello che una persona possa essere in grado di fare possono essere marcate.

D’altra parte non sempre riuscire a esprimere se stessi nella propria autenticità e identità è semplice o immediato. Le persone plusdotate (come chiunque in realtà!) hanno bisogno di accettarsi e sentirsi sufficientemente sicure di sé prima di esprimere le proprie potenzialità e caratteristiche. Essere se stessi, senza maschere, nei vari contesti di vita non è per niente scontato! 

Infatti, è evidente quanto il sentirsi unici dipenda non solo da ciò che siamo, ma anche da come gli altri ci percepiscono. La percezione di sé e la valorizzazione delle proprie differenze possono essere influenzate dall’ambiente circostante e dalle aspettative sociali. Questo è particolarmente rilevante nel caso di bambinə e ragazzə plusdotatə, che spesso vivono il conflitto tra le aspettative esterne e il loro mondo interiore.

Gli albi illustrati allora possono aiutarci a portare concetti complessi specialmente a queste giovani persone, offrendo metafore e storie che parlano direttamente al cuore della loro esperienza.

L’accettazione di se stessi, dei propri punti di forza e di debolezza sono temi che, con Alice, abbiamo ritrovato in alcuni albi illustrati e che ci hanno permesso di parlare di plusdotazione e accettazione di sé.

La libertà di essere se stessi e l’unicità

Cominciamo con “Barnabus” di The Fan Brothers, di Gallucci Editore. È un albo che potremmo descrivere come onirico e poetico allo stesso tempo, ambientato in una realtà distopica e immaginaria. In questo mondo gli animali  da compagnia “perfetti” vengono creati in un laboratorio, mentre gli scarti, come Barnabus, vivono reclusi.

Il protagonista, un ibrido tra un topolino e un elefante, rappresenta la lotta contro un ideale di perfezione irraggiungibile.

La fuga dalla campana di vetro in cui è confinato simboleggia il superamento delle etichette imposte dagli altri. Il tema della libertà di essere se stessi, pur essendo imperfetti, tocca profondamente bambinə e ragazzə che si confrontano con standard irrealistici di perfezione, tipici della plusdotazione.

Nel libro, Barnabus scopre che essere libero e accettare le proprie caratteristiche è il vero potere, un messaggio che sottolinea l’importanza di riconoscere il valore di ogni individuo al di là degli schemi predefiniti. Con questo albo onirico parliamo proprio di plusdotazione e accettazione di sé.

Lo sguardo dell’altro

Proseguiamo con l’albo illustrato: “Uno come Antonio” di Susanna Mattiangeli con illustrazioni di Mariachiara Di Giorgio, per la casa Editrice Il Castoro.

In questo albo il protagonista viene raccontato attraverso le varie sfaccettature del suo carattere a seconda del contesto in cui si trova. Antonio è figlio, nipote, atleta, lettore, amico, e queste diverse identità coesistono armoniosamente in lui. 

Questo albo sottolinea l’importanza di riconoscere che ogni bambinə è molto più delle etichette che la società gli impone, e che la sua particolarità si manifesta in molti modi diversi. Antonio non è solo un bambino, ma un individuo complesso e sfaccettato, come lo sono tuttə ə bambinə.

Anche in questo caso, l’albo evidenzia quanto sia importante riconoscere e rispettare le diversità individuali, soprattutto quando si tratta di bambinə e ragazzə plusdotatə che vivono in maniera più complessa e intensa le loro molteplici caratteristiche.

Come parlare di neurodivergenze?

L’altra tematica affrontata è stata quella delle neurodivergenze. Qui trovi un post dove la spiego brevemente.

Essere neurodivergenti: Storia di un puntino che aveva dei piani

Il fresco di stampa “Storia di un puntino che aveva dei piani” di Vanessa Nerone e illustrato da Diego Rimoldi, per TS Edizioni ci racconta il tema delle neurodivergenze.

Questo albo parla di un piccolo puntino che si sente diverso in un mondo di forme geometriche bidimensionali. Attraverso la sua crescita personale e la fiducia dei suoi genitori, il puntino si trasforma in un cilindro, quindi in una figura tridimensionale e infine trova un gruppo di figure simili a lui. 

Questa storia è una metafora perfetta per la plusdotazione, in cui spesso bambinə e ragazzə si sentono “fuori dagli schemi” rispetto agli altri, ma possono trovare la loro strada e il loro gruppo accettando e valorizzando la propria diversità e unicità.

Questo albo offre una riflessione sul superamento delle convenzioni e sull’importanza di seguire la propria strada, anche quando essa non è compresa dagli altri. 

Neurodivergenze Storia di un puntino che aveva dei piani

La storia tocca temi cari alla neurodiversità, mettendo in luce quanto sia fondamentale sostenere bambinə e ragazzə specialmente plusdotatə nell’esplorazione di sé e delle proprie potenzialità senza conformarsi a modelli prestabiliti.

Questi albi illustrati sono strumenti preziosi per riflettere sulla neurodiversità, sul tema del perfezionismo e sull’importanza di accettare e celebrare la propria unicità. Nel caso della plusdotazione l’accettazione di sé è un tema cruciale.

Ma il messaggio è chiaro ed è rivolto a tuttə: essere se stessi, con le proprie caratteristiche uniche, è la forma più alta di libertà e autenticità.

Un altro articolo dedicato agli albi illustrati e la plusdotazione è questo!

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